Come funziona la garanzia di una automobile

Ecco come funziona la garanzia di una automobile e quando entra in gioco. La garanzia offerta dal costruttore entra in ballo quando le “cose non vanno come dovrebbero” e garantisce un valore aggiunto alla propria auto. A livello legale è la dichiarazione di un’azienda sull’efficienza dei propri prodotti, fabbricati seguendo una serie di standard qualitativi.

Con la garanzia in corso, in caso di anomalie, il consumatore ha diritto alla riparazione o alla sostituzione del bene o del pezzo guasto. Ovviamente anche le automobili hanno la garanzia, ma forse pochi sanno che tale tutela varia in base alle parti della vettura. Dalla garanzia sulle parti meccaniche (come ad esempio il motore), alla verniciatura, fino a quella “anticorrosione” (contro la ruggine) che a discrezione delle Case varia tra i 9 e i 12 anni.

Quali Case offrono la garanzia più lunga?

Kia – 7 anni.

Hyundai – 5 anni con assistenza stradale e controlli compresi.

Suzuki, Dacia, Honda, Mazda, Nissan, Toyota, Chevrolet – 3 anni o 100 mila Km.

Tutte le altre (tedesche, italiane o francesi che siano) rimandano invece ai tradizionali due anni stabiliti dalla Legge, con la possibilità però di acquistare pacchetti ed “estensioni”.

Cosa sono questi “pacchetti”?

Chi volesse “dormire tra due guanciali”, può allungare la durata della garanzia richiedendo la cosiddetta “estensione”, una specie di accessorio nella lista optional. Con questa si possono aggiungere uno o più anni di garanzia, ma anche includere tagliandi programmati, l’auto sostituiva o altri vantaggi.

Meglio “gli anni” o i “Km”?

In alcuni casi, inoltre, alcune Case danno la facoltà di scegliere se applicare alla decorrenza della garanzia un criterio cronologico oppure uno riguardante i chilometri percorsi; in questi casi la scelta dipenderà dall’uso che si decide di fare della vettura: percorrendo 20.000 Km l’anno, una garanzia di “tre anni o 100.000 Km” sarà più conveniente se applicata alla distanza percorsa mentre, ovviamente, in caso di una distanza doppia varrà il discorso contrario.